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L'informazione da rito a puzzle. Le news e gli italiani: dalla carta stampata, alla rete al mobile

by Lella Mazzoli, Fabio Giglietto, Mario Orefice, Alessandro Bellafiore
(2011)

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L'informazione da rito a puzzle. Le news e gli italiani: dalla carta stampata, alla rete al mobile




Università degli Studi di Urbino Carlo Bo – Dipartimento Scienze della Comunicazione
Laboratorio LaRiCA – Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata
Via Saffi, 15 - 61029 Urbino (PU) t +39 0722 305726 f +39 0722 305727


L’informazione
da rito a puzzle
Le news e gli Italiani: dalla carta stampata, alla
rete al mobile


Ricerca a cura di:
Lella Mazzoli, Direttore della ricerca
Fabio Giglietto, Coordinatore
Alessandro Bellafiore, Ricercatore
Mario Orefice, Ricercatore

10 Febbraio, 2011
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L’informazione da rito a puzzle
Le news e gli Italiani: dalla carta stampata, alla rete, al mobile
Parte 1: Principali risultati
Nonostante l'enfasi sulla rete sono ancora i media tradizionali a dominare la scena
in Italia. La TV è tuttora la piattaforma informativa privilegiata (90,8%) e
quella considerata più influente nella formazione delle opinioni (62,1%). Mentre
negli Stati Uniti Internet ha di recente scavalcato per utilizzo radio e carta
stampata, nel nostro Paese la rete è ultima fra i mezzi di comunicazione presi in
esame tanto per utilizzo quanto per influenza percepita .
Sono tuttavia pochi (4%) gli italiani che si affidano a una sola piattaforma
informativa; Il 50,5% usa una combinazione di fonti informative online ed offline e
quasi la metà dei nostri connazionali (48,7%) dichiara di usare 5 o più
mezzi di comunicazione (radio, tv locale, tv nazionale, allnews, stampa locale,
stampa nazionale, internet). L’avvento dei nuovi media sembra procedere
dunque più per espansione che per sostituzione . Non si può dunque
prescindere da questa logica di sistema per comprendere com’è cambiato e come
cambierà il consumo di news.
Adulti e anziani dichiarano di informarsi più spesso e con più assiduità
rispetto ai giovani. L'impressione è che questa differenza evidenzi un nuovo
modo di fruire l'informazione che nel caso dei giovani è meno sistematico e più
"opportunistico": a puzzle. Il 71,3% dei giovani che si informano in rete lo fanno
attraverso portali internet che aggregano notizie come Google News, MSN e Libero
notizie, nel 69,1% dei casi usano fra 2 e 5 siti web per informarsi, nel 49,2% dei
casi ottengono quotidianamente informazioni da propri pari seguiti su
Facebook (esclusi profili di giornalisti ed emittenti ma inclusi parenti e amici
personali) e solo il 9,5% dichiara di non gradire imbattersi in notizie e informazioni
che riguardano argomenti sui quali non si erano soffermati in precedenza (contro
un 19,7% del resto del campione). Il 65,6% degli italiani che si informano in
rete dichiara inoltre di ricevere alcune volte a settimana o più spesso news
girate via email o attraverso post su siti di social network . Infine, se il
41,8% degli online news consumer dichiara di imbattersi quotidianamente nelle
notizie mentre è online a fare altro, questa percentuale sale al 50,7% nella fascia di
età 18-29 anni.
Gli online news consumer sono inoltre più critici nei confronti del sistema
dei media (solo la metà si fida della TV - contro il 63,2% dei consumatori offline –
l’84% ritengono che la maggior parte delle fonti di informazione siano schierate e il
77,5% che vi siano notizie rilevanti volutamente omesse).
Infine, anche in Italia, l'informazione inizia a diventare mobile (il 14,4% del
campione - meno della metà del dato americano e il 27% di chi naviga in Internet -
si informa anche attraverso il proprio cellulare), personalizzata (il 19,9%
personalizza la sua pagina iniziale di internet per includere le sue fonti informative
o temi preferiti) e partecipativa (il 36,4% degli utenti di siti di social network
ha contribuito alla creazione di news, ha inserito commenti o diffuso
notizie attraverso la posta elettronica e i siti di social network come
Facebook e Twitter). Quest’ultimo dato appare in linea con quanto emerge
dall’indagine d’oltreoceano. In particolare le pratiche di comportamento degli online
news consumer e dei participatory news consumer, al netto della differente
diffusione di internet, mostrano più affinità che differenze.
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Mentre il divario nella diffusione di Internet appare ancora significativo (58,4% in
Italia contro 75% degli US), uno sguardo limitato ai comportamenti di chi è in rete
mostra un quadro diverso.
Il 55,7% degli italiani in rete dichiara di aver usato un sito di social network come
Facebook o MySpace, il 10,9% LinkedIn ed il 16,1% Twitter. Un dato nel complesso
in linea con quanto rilevato da Pew Internet Research dove la percentuale di
americani in rete che dichiara di usare un sito di social network come Facebook,
MySpace o Linkedin si attesta al 57% e Twitter al 19%.
Condivisione e produzione di contenuti informativi fra pari caratterizzano il consumo
di news in rete. Gli utenti di social network che si informano in rete sono il 31,7%
del campione. Rispettivamente il 35,7% ed il 43,3% degli italiani con un profilo su
un sito di social network come Facebook, MySpace o Linkedin dichiara di ricevere,
in un giorno normale, informazioni da un singolo giornalista/testata e da un’altra
persona o organizzazione che segue su questi siti. Oltre oceano queste percentuali
si attestano su valori simili (rispettivamente 23 e 51%). Analoga tendenza si
osserva guardando i soli utenti che si informano in rete ed usano Twitter. In questo
caso le percentuali di chi ottiene informazioni da giornalisti o testate presenti su
questo sito di microblogging si attesta al 25,6% mentre quella degli utenti che
ricevono informazioni da propri pari al 47,8%. In generale, e questo è un tratto
comune ai diversi social network e costante rispetto alla rilevazione italiana e
statunitense, l’informazione sui siti di social network sembra passare più da l
filtro dei propri pari che dalle news organizations tradizionali .
Eventi nazionali, arte/cultura, meteo e salute/medicina dominano la classifica dei
temi informativi più popolari tanto in Italia quanto negli Stati Uniti.
Parte 2: Introduzione: L’ecosistema dell’informazione
La progressiva adozione di Internet ha cambiato e sta cambiando profondamente il
modo di informarsi degli italiani. All’interno di questo scenario di cambiamento
media e player tradizionali giocano ancora un ruolo preponderante ma è ormai
diffusa fra gli operatori del settore la sensazione che dopo la rete poco o nulla sarà
come prima. La realtà dei pubblici connessi (quelli che condividono e contribuiscono
alla produzione di informazione), abilitata dalle tecnologie di rete e dai social
media, gioca un ruolo centrale in questo nuovo scenario. Sulla direzione di questo
cambiamento e sulle scelte da adottare non c’è ancora tuttavia chiarezza.
Obiettivo di questo studio è gettare luce su questo cambiamento. L’indagine,
progettata sulla falsariga di un analogo studio 1 condotto negli Stati Uniti nell’ambito
del prestigioso Pew Internet Research & American Life Project, ha coinvolto un
campione rappresentativo di italiani di età superiore a diciotto anni con specifica
attenzione a chi si informa in rete ed attraverso dispositivi mobili. Il quadro che
emerge offre dunque una inedita prospettiva sia per quanto riguarda il nostro
Paese, sia come studio comparativo con una delle realtà più avanzate del settore.
Il racconto di questo scenario è legato al cambiamento tecnologico, alle differenze
generazionali e all’avvento di questo un nuovo tipo di consumatore/produttore di
informazione diffuso. I cambiamenti riguardano tanto il modo in cui gli italiani si
rapportano con le notizie e con le testate ed i mezzi di comunicazione tradizionali,
quanto le pratiche e le caratteristiche di questi pubblici connessi.

1 Understanding the Participatory News Consumer
(http://www.pewinternet.org/Reports/2010/Online-News.aspx)
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A dispetto di quanto si possa credere, l’attenzione per notizie e informazione è alt a
pur non raggiungendo i livelli rilevati dall’indagine americana e variando
sensibilmente in relazione alle fasce d’età. Il 32,4% degli italiani dichiara di seguire
le notizie sempre o per la maggior parte del tempo. Un altro 35,1% per parte del
tempo. Il 25,5% solo ogni tanto ed il 7% raramente o mai.
Analizzando la composizione anagrafica di questo 32,4% di consumatori di “news
avidi” è possibile notare una significativa differenza generazionale. L’appartenenza
a questa categoria appare infatti correlata positivamente con il crescere dell’età dei
soggetti intervistati. Adulti ed anziani seguono le news con più assiduità rispetto ai
giovani. Questo dato è in linea con quanto fatto registrare dall’indagine condotta
dal Pew.

Figure 1. Gli avid news consumers sono prevalentemente adulti ed anziani
La maggior parte degli italiani utilizza per informarsi un variegato spettro di mezzi
di comunicazione. Sono pochi (3,4%) quelli che si affidano ad un solo mezzo di
comunicazione (tv nazionale e locale, carta stampata nazionale e locale, radio, all
news satellitari, internet) mentre quasi la metà degli italiani usa una combinazione
compresa fra 5 e 7 mezzi di comunicazione diversi.
In un giorno normale:
 Il 92% degli Italiani usa per informarsi il notiziario di una rete televisiva
nazionale
 Il 67% usa un quotidiano nazionale
 Il 63,3% usa il notiziario di una rete televisiva locale
 Il 58,4% usa la radio
 Il 57,2% usa un quotidiano locale
 Il 54,4% usa una all news nazionale come SkyTg24 o RaiNews24
 Il 51,1% si informa in rete
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Si tratta di uno scenario significativamente diverso rispetto agli Stati Uniti. Parte di
queste differenze sono dovute al diverso eco-sistema informativo che privilegia
oltre oceano l’informazione locale (dove locale si intende spesso relativamente allo
stato). I quotidiani nazionali come il New York Times o USA Today sembrano
giocare un ruolo marginale con solo il 17% degli Americani che dichiara di utilizzare
questo mezzo per informarsi. Piuttosto marginale, specie se confrontato con il dato
italiano, appare il ruolo giocato dai quotidiani locali che sono utilizzati dalla metà
dei cittadini USA. A questo minore interesse verso la carta stampata fa da
contraltare un maggiore utilizzo di Internet come mezzo per reperire informazioni.
Il 61% degli Americani dichiara infatti di informarsi in rete (+10% rispetto all’Italia)
rendendo così Internet il terzo mezzo di comunicazione più seguito.
Se si osserva tuttavia questo dato al netto della maggiore diffusione della rete che
si registra oltreoceano, è possibile osservare che tanto in America quanto in Italia
la stragrande maggioranza dei cittadini connessi a Internet usano questo strumento
come mezzo di informazione. È dunque ragionevole ritenere che il ruolo della rete
come mezzo di informazione si espanderà in futuro anche in Italia parallelamente al
crescere della diffusione della rete stessa.
In aggiunta ai sette mezzi di comunicazione presi in esame, lo studio si è anche
concentrato sui possessori di telefono cellulare che usano questo device per
accedere in rete. Il 14,4% del campione (24,6% dei connessi a Internet) ha
utilizzato almeno una volta il suo telefono cellulare/palmare o altro dispositivo
portatile per navigare in rete alla ricerca di notizie. Maggiori dettagli su questo
segmento di utenza denominato mobile news consumers sono disponibili nella parte
5 di questo report.
In questo scenario fortemente caratterizzato da un approccio multi-piattaforma,
circa la metà del campione di italiani si informa sia attraverso la rete sia attraverso
i mezzi di comunicazione tradizionali. Gli italiani che si informano in rete sono il
51,5%. Maggiori dettagli sulla composizione demografica ed altre caratteristiche di
questo segmento di popolazione sono disponibili nella parte 4 di questo report.
All’utilizzo crescente di diversi mezzi di comunicazione per informarsi si collega
anche il livello di fedeltà verso le singole fonte informative. Il 62,7% degli italiani
che si informano in rete dichiara di utilizzare da 2 a 5 siti web di riferimento e solo
il 14,6% utilizza un solo sito ed il 68,1% dichiara di non avere una fonte online
preferita. Se dunque il livello di fedeltà è basso va anche rilevato che, a dispetto di
quanto la vastità della rete possa far immaginare, il numero di siti web consultato è
piuttosto contenuto. Anche in questo caso il dato è in linea con quanto si osserva
negli Stati Uniti dove la percentuale degli utenti che usano da 2 a 5 siti web è del
57% e quella di chi non ha una fonte online preferita è del 65%. Questi risultati
sono discussi più nel dettaglio nella parte 4 di questo report.
Per comprendere meglio le caratteristiche di chi fa uso di più mezzi di
comunicazione sono state create tre tipologie di utenti: quelli che usano una sola
piattaforma (3,1%), quelli che ne usano da 2 a 4 (47,6%) e quelli che ne usano da
5 a 7 (48,7%). Queste tipologie, che si sono rivelate uno strumento analitico chiave
nello studio del Pew, fanno registrare proporzioni simili tanto nello studio
americano quanto da quello descritto in queste pagine.
Chi usa da 5 a 7 piattaforme ha un titolo di studio medio alto e guadagna più delle
altre categorie. Oltre la metà dei diplomati e dei laureati appartengono a questa
categoria. Anche negli Stati Uniti si rileva una correlazione fra titolo di studio, fasce
di reddito ed appartenenza a questa tipologia di utilizzatori di 5-7 mezzi di
comunicazione diversi.
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Fra chi usa una sola piattaforma il 45% decide di affidarsi alla televisione nazionale,
il 19% alla radio e a Internet. Negli Stati Uniti domina invece, in questa particolare
categoria che usa una sola piattaforma, chi si informa solo in rete con un 36%.
Guardando ai mezzi di comunicazione tradizionali si evincono i seguenti aspetti
salienti:
TV nazionale
Questa è, in assoluto, la principale fonte d’informazione per gli I taliani (90,8%) e si
attesta su livelli d’uso tendenzialmente molto alti all’interno di tutte le categorie di
fruitori di news. Ad ogni modo, vi sono alcuni gruppi demografici che, in un giorno
normale, consumano quantità significative d’informazione mediante questo canale.
Donne (55,3%) di età superiore ai 50 anni. In questa fascia d’età, di fatti, è da
notare un indice di ricorso all’uso del mezzo molto alto (nei 50 -64enni al 93,5%,
negli over 65 si attesta al 92,2%).
TV locale
L’uso del mezzo per la ricerca e il consumo di news si attesta al 62,8% rispetto al
campione complessivo. Anche in questo caso è tuttavia possibile individuare alcuni
gruppi demografici maggiormente propensi a farne uso. Essi sono, anzitutto,
consumatori d’informazione off line (63,7%) più che on line (gli utenti d’internet
che, in un giorno normale, affermano di ricorrere alla tv locale sono al 59,8%). In
buona parte provengono dal nord Italia (44,1%), sono donne (58,2%) d’età
compresa tra 30 e 64 anni (59,8%).
All news
Si registra, in proposito, una percentuale d’uso del 53,2% rispetto al campione
complessivo. In particolare, i soggetti che fanno un uso particolarmente frequente
di questo tipo di piattaforme sono, in buona maggioranza, consumatori di notizie on
line (62,2% contro il 55,9% dei consumatori di news off line). Come l’utente medio
d’informazione in Rete anch’essi sono, dunque, soggetti d’età compresa tra 18 e 44
anni (60,9%).
Stampa nazionale
È utilizzata dal 63,1% del campione complessivo. A fruirne sono, in particolar modo,
consumatori di news on line (68%), con elevati livelli di reddito e soggetti d’età
compresa tra 30 e 49 anni (con un picco, rispetto al campione totale, del 31,6%).
Provenienti, per lo più, dal nord Italia (48,2%) e donne (51,8%).
Stampa locale
Ne fa abitualmente uso il 59% del campione generale e il 62,2% dei consumatori di
news ed informazioni on line. Sono, per lo più, soggetti provenienti dal nord (49%)
e d’età compresa tra 30 e 49 anni (33,4%). In maggioranza di sesso femminile
(52,6%).
Radio
Il 56,6% del campione ne fa uso nel corso di una giornata normale. I maggiori
consumatori d’informazione radiofonica sono utenti di internet (65,5%). Anche più
di coloro che abitualmente consumano grandi quantità di notizie ed informazione
(57,3%). Sono soggetti che provengono dal nord (47%).
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Secondo gli italiani ci sono alcuni temi che meriterebbero di essere coperti
con più frequenza . Nonostante una generale soddisfazione per la copertura di
tutti i temi presi in esame (nessun tema fra sport, spettacolo, comunità locale,
salute e medicina, nuove tecnologie, notizie internazionali, governo regionale,
politica interna, business e finanza, musica e arti, cultura e scienza supera il 50% di
scontenti), ci sono alcuni argomenti più di altri che gli it aliani vorrebbero vedere
trattati più spesso.
Il tema verso il quale si registra la maggiore insoddisfazione è scienza e
scoperte scientifiche . Il 45,7% degli italiani ritiene, infatti, che la copertura non
sia sufficiente. Particolarmente insoddisfatti su questo tema sono i giovani fra 18 e
29 anni fra i quali il 53,8% desidererebbe una maggiore copertura. Questa
insoddisfazione cala costantemente con l’aumentare dell’età degli intervistati fino
ad arrivare al 36,7% degli over 65. Scienza e scoperte scient ifiche è l’argomento
che ha fatto registrare la maggiore insoddisfazione anche nello studio condotto
negli Stati Uniti. Anche in quel caso le fasce giovanili fanno rilevare il maggior
livello di insoddisfazione.
In questa speciale classifica dei temi di cui gli italiani vorrebbero sentire parlare di
più, il secondo posto è occupando dalla cultura. Il 40,7% degli italiani ritiene la
copertura insufficiente. Anche in questo caso sono i giovani adulti a far registra re
una maggiore insoddisfazione.
Al terzo posto troviamo invece musica e arti. Il 34,2% degli italiani vorrebbero più
informazione su questo argomento. Al contrario di quanto avviene con scienza e
cultura, sono in questo caso le due fasce d’età più anziane a far registrare il
maggior livello di insoddisfazione (35,9%).

Figure 2. Copertura temi (N=1009)
Parte 3: Atteggiamenti ed opinioni sull’informazione
Le preferenze personali e la routine di vita quotidiana influiscono significativamente
sulle ragioni per le quali ci si informa. La quasi totalità degli Italiani dichiara di
informarsi almeno occasionalmente ma le ragioni addotte spaziano dal considerarlo
un obbligo civico all’avere argomenti di conversazione con gli amici fino a
considerare l’informazione come una vera e proprio forma di intrattenimento.
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 L’84,9% degli italiani dichiara di seguire le notizie perché sente di avere un
dovere sociale o civico ad essere informato
 Il 77,3% perché gli piace parlare con amici, famiglia e colleghi di quello
che succede nel mondo
 Il 63,9% perché trova spesso informazioni che aiutano a migliorare la
propria vita
 Il 40,1% perché lo trova una forma di intrattenimento e una distrazione
rilassante
 Il 31,5% perché ne ha necessità per lavoro
Il numero di piattaforme utilizzate per informarsi è un buon indicatore dell’intensità
della motivazione a informarsi. L’unica eccezione a questa regola si registra fra chi
indica l’intrattenimento come motivazione.

L’85% dei giovani adulti segue le notizie per avere argomenti di dibattito e
conversazione con amici, famiglia e colleghi. Fra chi segue le notizie per lavoro,
prevalgono i titoli di studio e le fasce di reddito elevate (49,8% dei laureati e
46,2% di chi guadagna più di 50.000 euro/anno) e gli uomini.
La percentuale di chi cita il dovere civico fra i motivi che lo spingono a informarsi
sale con l’aumentare del titolo di studio degli intervistati (88,9% dei laureati) e
presso le fasce di reddito più elevate (96% di chi guadagna oltre 50.000
euro/anno).
Il numero di chi si informa perché considera le notizie una forma di intrattenimento
e una distrazione rilassante sale con il crescere delle età degli intervistatati
arrivando a far registrare un 49,2% fra gli ultrasessantenni. In questa categoria
prevalgono i titoli di studio e le fasce di reddito medio bassi.
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Come gli americani, anche gli italiani mostrano una relazione di odio-
amore nei confronti dell’ecosistema informativo e delle performance degli
attori coinvolti.
Il 78,5% degli italiani ritiene che oggi sia più facile informarsi che in passato.
Questa percentuale sale all’83,1% fra chi si informa anche attraverso Internet.
Abbiamo inoltre chiesto agli italiani di valutare il proprio grado di accordo su alcune
affermazioni che riguardano opinioni sul sistema dei media.
Nonostante la grande maggioranza ritenga oggi sia più facile che informarsi rispetto
al passato, il 65% si è dichiarato molto o abbastanza d’accordo rispetto
all’affermazione “La quantità di notizie e informazione oggi disponibile dalle diverse
fonti è eccessiva”. I giovani adulti sembrano tollerare meglio questo potenziale
overload, poiché nella fascia 18-29 anni questa percentuale scende sotto il 60%.
Una percentuale quasi analoga di intervistati (66,5%) si dichiara molto o
abbastanza d’accordo sull ’affermazione “I maggiori organismi di informazione fanno
un buon lavoro coprendo tutte le novità e argomenti importanti che mi
interessano”. Il livello di soddisfazione sembra correlato al numero di mezzi di
comunicazione usato per informarsi scendendo al 53,3% fra chi ne usa solo uno.
Questa generale soddisfazione rispetto alla copertura dei temi di proprio interesse
non impedisce agli italiani di riconoscere la presenza di voci schierate nel panorama
informativo. Il 77,2% si dichiara, infatti, molto o abbastanza d’accordo rispetto alla
frase “Oggi la maggior parte delle fonti di informazione sono schierate”. Chi si
informa attraverso Internet sembra particolarmente sensibile al problema visto che
la percentuale di chi condivide il senso di questa affermazione raggiunge l’84%. Il
numero di favorevoli sale inoltre al crescere del numero di mezzi di comunicazione
utilizzati per informarsi raggiungendo l’80,7% fra chi usa da 5 a 7 piattaforme.
Anche l’età sembra giocare un ruolo importante visto che il numero di persone che
ritiene che la maggior parte delle fonti siano oggi schierate diminuisce
costantemente con il crescere dell’età degli intervistati (dall’84,3% della fascia 18 -
29 fino al 70,3% degli ultra-sessantacinquenni). Infine la quantità di persone che
condividono questa frase sale all’aumentare del livello di istruzione e del reddito
familiare mensile.
Il 69,2% degli italiani si dichiara inoltre molto o abbastanza favorevole rispetto
all’affermazione “Ci sono notizie rilevanti volutamente omesse dai media”. In modo
non dissimile da quanto visto in precedenza, anche questa critica al sistema dei
media è condivisa maggiormente fra chi usa Internet (77,5%), usa da 5 a 7 mezzi
di comunicazione per informarsi (73%), ha fra i 18 e 29 anni (75,6%), un livello di
istruzione e reddito elevati.
Abbiamo inoltre domandato agli italiani se preferiscono informarsi da fonti che
condividono il loro punto di vista, che non hanno un punto di vista o che ne hanno
uno diverso dal loro. Il 43,5% degli intervistati preferisce le fonti informative che
giudica neutrali, il 22,2% quelle che condividono il proprio punto di vista ed il
30,6% quelle che invece condividono un punto di vista diverso da proprio.
Vale la pena notare come questo dato sia in netta controtendenza rispetto allo
studio americano dove le percentuali di chi preferisce informarsi da fonti che
condividono il proprio punto di vista sale al 31% mentre quella di chi preferisce
informarsi da fonti che hanno un diverso punto di vista scende all’11%.
Le persone hanno approcci differenti alle notizie: alcuni le preferiscono
oggettive, altri schierate. Il 49,5% degli on line news consumers afferma di
preferire fonti informative che non mostrano uno specifico punto di vista (contro il
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45,2% del campione generale). Inoltre, mentre per il 23% del campione
complessivo è preferibile una fonte informativa con opinione uguale alla propria, ciò
vale per il 17,8% dei consumatori di news on line. Significativa la correlazione
positiva tra il numero dei canali adot tati ed approccio all’informazione tale per cui
all’aumentare del numero delle fonti informative aumenta anche la percentuale di
coloro che dicono di preferire fonti che hanno un punto di vista differente dal loro
(dal 20% di coloro che usano un mezzo di comunicazione al 31,4% di coloro che ne
utilizzano un numero compreso tra 2 e 3, al 32,9% di quelli che usano da 5 a 7
piattaforme). Inoltre, tale correlazione trova riscontro anche con l’età. In questo
caso, con l’aumentare dell’età il numero di soggetti che dicono di preferire fonti
informative senza punto di vista diminuisce (dal 51% dei 18-29enni si passa al
43,1% degli over 65). D’altra parte, l’avanzare dell’età sembra essere sinonimo
della necessità di ricercare, anche dal punto di vista informativo, continue
rassicurazioni e/o di affidarsi ai canali con i quali si è praticamente cresciuti. Di
fatti, mentre 18,5% dei soggetti d’età compresa tra 18 e 29 anni afferma di
ricevere notizie da fonti/mezzi coerenti col proprio punto di vista, tale percentual e
sale di ben 10 punti (28,5%) all’interno del segmento anagrafico rappresentato
dagli ultra 65enni.
Sensibile anche la variazione in base al reddito. Di fatti, nella fascia di reddito
inferiore ai 6.000euro/anno si ritrova, se confrontata con tutte le altre fasce, la
percentuale più alta di coloro che sostengono di preferire fonti informative di cui
condividono il punto di vista. D’altra parte, sono coloro che possiedono il reddito
familiare annuo più elevato (sopra i 50.000 euro) a fare riferimento, i n modo
significativo, a fonti informative che non hanno un preciso punto di vista (il 58,3%
contro il 42,9% di coloro che guadagnano meno di 6.000euro l’anno). Quelli con
reddito compreso tra 40.000 e 50.000euro annui mostrano un’alta percentuale di
favorevoli all’uso di mezzi informativi di cui non condividono il punto di vista
(36,8% - 10 punti percentuali in più rispetto alla più bassa fascia di reddito).
Doppia, invece, è la correlazione con la variabile del titolo di studio: da una parte,
un rapporto di proporzionalità inversa tra coloro che preferiscono fonti che
condividono il proprio punto di vista e titolo di studio (dal 36,8% di coloro che non
hanno conseguito un titolo di studio o sono in possesso di licenza elementare al
18,8% dei laureati); dall ’altra, all’aumentare del titolo di studio aumenta l’accordo
dato a mezzi informativi che non mostrano un punto di vista (si passa dal 37,9% di
quelli che hanno il titolo di studio più basso al 47,7% dei laureati).
L’avvicinamento alle notizie: motivazioni del consumo. Il 41,1% del
campione complessivo afferma di seguire solo notizie relative ad argomenti specifici
che gli interessano. In buona misura, si tratta di soggetti in possesso di diploma
superiore (41,9%) e laurea (40,3%). Esiste, inoltre, una progressione lineare tra
grado d’accordo dato a tale motivazione (“molto bene”) e l’uso di un determinato
numero di mezzi di comunicazione (si passa dal 40,8% di coloro che usano 2/3
piattaforme al 41,8% di coloro che fanno riferimento a 5/7 canali informativi).
Il 26,6% afferma di contare sul fatto che le persone attorno a lui/lei gli/le dica
quando ci sono notizie o informazioni che dovrebbe conoscere.
L’indice di penetrazione di tale attività all’interno dei segmenti anagrafici aumenta
col crescere dell’età (in particolare, passa dal 25% dei giovani d’età compresa tra
18 e 29 anni al 30,1% di quelli con età superiore ai 65 anni). La concentrazione
resta sempre molto forte sia attorno a redditi bassi (meno di 6.000/anno al 33,6%)
che alti (31,6% di coloro che dichiarano di guadagnare tra 40.000 e
50.000euro/anno). Si ravvisa, inoltre, un rapporto di proporzionalità inversa tra
titolo di studio e possibilità/necessità di contare su altri per tenersi informarti. In
particolare, a fronte del 37,2% di coloro che hanno conseguito la licenza
elementare, si ha il 33,8% di coloro che si sono fermati alle medie inferiori, il
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23,5% dei diplomati e solo il 22,2% dei laureati. Come in precedenza, resta lineare
la correlazione tra modalità d’approccio alle news e numero di piattaforme utilizzate
(passa dal 24,2% degli uti lizzatori di 2/3 canali informativi al 29,1% di coloro che
fanno riferimento a 5/7 mezzi).
Al 36,9% piace imbattersi in notizie riguardo argomenti e questioni sulle quali non
si era concentrato molto in precedenza. Il 43,8% di coloro d’età compresa tra 18 e
29 anni dice di preferire questo tipo di approccio al panorama informativo (contro il
35,5% degli over 65). La quantità di coloro che opta per un approccio casuale alle
news, all’interno delle varie fasce di reddito, registra percentuali piuttosto eleva te
dai 32.000euro/anno in su (dal 40,5% fino al 50% degli appartenenti alle classe con
reddito superiore ai 50.000euro). Ritorna la correlazione positiva sia col titolo di
studio (si passa, in questo caso, dal 27,7% di coloro che hanno conseguito la
licenza elementare al 39,9% dei laureati) che con la quantità di mezzi informativi
consumati (dal 34,4% di coloro che ne utilizzano 2/3 si arriva al 39,7% di coloro
che articolano la ricerca di news tra 5/7 piattaforme). Tra i consumatori di news on
line, infine, il 39,7% s’imbatte volentieri in notizie su fatti e/o argomenti cui aveva
fatto poca attenzione in precedenza.
Parte 4: L’informazione e la rete
Poco più della metà degli italiani (51,1%) si informano, in un giorno normale, in
rete. La rete è dunque ultima per diffusione se confrontata con gli altri mezzi di
comunicazione presi in esame.
Chi si informa in rete non abbandona tuttavia i mezzi di comunicazione tradizional i.
Nel gruppo di chi si informa in rete, quasi tutti lo fanno anche attraverso almeno un
altro mezzo di comunicazione tradizionale. Il 50,5% degli italiani è infatti un
consumatore di news ibrido informandosi sia on che offline. L’innovazione in questo
settore appare dunque avvenire più per accumulazione che per sostituzione.

Figure 3. Circa metà degli italiani si informa sia online che offline
La categoria degli online news consumer è costruita attraverso l’analisi delle
risposte a dodici items che richiedevano all’intervistato di indicare se è mai
informato in rete sui seguenti argomenti: la sua comunità locale, eventi della sua
regione, eventi nazionali, eventi internazionali, salute e medicina, meteo e traffico,
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celebrità/intrattenimento/spettacolo, arti e cultura, business e finanza, scienze e
tecnologia e sport.
Chi si informa online? Chi si informa in rete è prevalentemente giovane. Il 71%
ha sotto i quaranta anni e nella fascia 18-29 anni l’88% degli intervistati usa
internet per informarsi. Fra gli online news consumer prevalgono largamente i titoli
studio elevati (l’88,6% sono diplomati o laureati).
Solo il 12,4% degli italiani che si collegano almeno occasionalmente a Internet non
usa la rete per informarsi. Confrontando fra loro le categorie di chi usa la rete per
informarsi e non emergono caratteristiche simili a quelle che differenziano la
categoria di chi si informa in rete dal resto della popolazione con il fattore
generazionale e quello dell’istruzione che si confermano anche in questo caso
variabili discriminanti.
Su cosa ci si informa in rete. Abbiamo inoltre sottoposto agli italiani che si
collegano almeno occasionalmente a Internet un elenco di 12 argomenti chiedendo
loro se avessero mai usato la rete per informarsi su questi temi.
Di questi 12 argomenti gli eventi nazionali, l’arte e la cultura ed il meteo/traffico
sono i più popolari.

Figure 4. Percentuali sulla popolazione connessa a Internet (N = 589)
In generale prevale in rete una ricerca di informazione non settoriale. Oltre la metà
degli italiani in rete (52,7%) dichiara infatti di aver cercato un numero compreso
fra 9 e 12 fra gli argomenti presi in esame. In questo report , seguendo quanto fatto
nell’indagine del Pew, chiameremo questa speciale categoria “heavy online news
users”. Anche negli Stati Uniti gli heavy news users costituiscono, con il 40% la
categoria maggiormente rappresentata fra i consumatori di informazione in rete.
Il 38,2% degli italiani che usano Internet esplorano invece da 4 a 8 argomenti
(medium online news users) e solo il 9,1% si interessano ad un numero inferiore di
argomenti (light online news users).
Fra gli italiani che usano Internet per informarsi si ravvisano inoltre le seguenti
caratteristiche salienti in relazione a questa distinzione fra heavy, medium e light
news users.
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 Il 23,4% degli over 65 appartiene alla categoria light contro una media del
9,1%
 Il 75,5% degli heavy news users ha meno di 50 anni ed in generale le
possibilità di appartenere a questa categoria aumentano al diminuire
dell’età degli intervistati
 Gli heavy news users guadagnano in media più delle altre due categorie
 Solo il 12% dei soggetti con titolo di studio elementari/nessuno appartiene
alla categoria degli heavy contro una media del 52,7%
La maggior parte degli italiani usano un numero limitato di s iti/fonti di informazione
in rete e spesso non ne hanno uno che preferiscono agli altri.
A dispetto di quanto vastità e varietà della rete possa lasciare immaginare tanto gli
italiani quanto gli americani dichiarano di usare prevalentemente un numero
compreso fra 2 e 5 siti di riferimento (62,7% ITA, 57% US). Il 14,6% degli italiani
in rete dichiara invece di utilizzare per le sue esigenze informative un solo sito di
riferimento (21% in US).
A giudicare dalle preferenze e comportamenti di chi naviga in rete si
direbbe che l’epoca della fedeltà a un’unica fonte di informazione sembra
decisamente lontana. Il 68,1% dichiara, infatti, di non avere una fonte
informativa online preferita (65% US).
Per entrare più nel dettaglio delle preferenze di questo gruppo, sono state inoltre
chieste agli intervistati maggiori informazioni riguardo queste fonti. Sono state
testate, in particolare, diverse fonti informative online che spaziano dai siti dei
maggiori quotidiani, a quelli delle maggiori tv a vocazione informativa, fino alle
informazioni ricevute da professionisti dell’informazione e dai propri pari attraverso
i siti di social network come Facebook o Twitter.
Come negli Stati Uniti, anche nel nostro Paese i portali informativi che, come MSN e
Google News, aggregano notizie da tutta Internet, sono le fonti informative più
utilizzate. Il 60,9% degli italiani in rete si informa, infatti, attraverso questa
tipologia di siti. Fra le fonti informative online più quotate seguono i siti online dei
quotidiani più diffusi (53,5%). Più staccati si piazzano invece i siti web specializzati
su un particolare argomento come salute, politica o intrattenimento (37,1%) e
quelli delle televisioni all news come SkyTg24 e RaiNews24 (36,1%).
Sui siti di social network la notizia sembra passare più nello scambio fra
pari che attraverso i professionisti dell’informazione . Fra chi utilizza un sito
di social network il 32,9% (pari all’11% degli italiani) ottiene, infatti, notizie e
informazione da un’emittente tradizionale o da un singolo giornalista seguito su un
sito come Facebook. Questa percentuale sale tuttavia al 39,9% (13,7% degli
italiani) fra chi ottiene notizie e informazione, via siti di social network, da un non
professionista dell’informazione (inclusi amici personali e parenti) . Discorso analogo
vale per Twitter i cui utenti privilegiano in modo ancora più accentuato
l’informazione proveniente dai propri pari (45,3% pari al 4,3% degli italiani contro
24,2% pari al 2,3% degli italiani).
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Fonti di informazione online più utilizzate:
Portale internet come Google News, MSN, Libero Notizie 60,9
Sito web di un quotidiano nazionale o locale 53,3
Sito web specializzato su un particolare argomento come salute, politica, intrattenimento 37,1
Sito web allnews 36,1
Sito web di un'emittente radiofonica come Radio RAI, Radio DJ o Radio 24 25,1
Da un'altra persona o organizzazione che segue su siti di social network come Facebook, inclusi amici personali e famiglia23,6
Da un singolo giornalista o emittente seguito su siti di social network come Facebook 19,5
Sito web di un'emittente internazionale in lingua straniera come CNN 18,8
S t web si un singolo blogger 18,5
Un podcast di notizie da un'emittente 13,3
Sito web che offre un misto di notizie e commenti come il Post, Dagospia o La Voce.info 13
Sito di informazione dove gli utenti votano le notizie come OK Notizie o Digg 9,7
Da un'altra persona o organizzazione che segue su siti di micro blogging come Twitter inclusi amici personali e famiglia7,3
Da un singolo giornalista o emittente seguito su siti di microblogging come Twitter 3,9

Figura 1. Su online news users (n=516)
I giovani adulti esprimono una preferenza ancora più marcata per i portali internet
come MSN, Libero Notizie e Google News. In questa fascia d’età il 71% si informa
attraverso questi siti e significativamente più della media per quanto riguarda
l’informazione attraverso i siti di social network come Facebook e Twitter.
É interessante notare che, fra chi dichiara di avere una fonte di informazione
preferita, i siti online dei maggiori quotidiani superano i portali che aggregano le
notizie piazzandosi al primo posto in questa speciale classifica.
Internet e l’informazione a puzzle
Secondo alcuni studiosi uno dei maggiori rischi dell’informazione attraverso Internet
consisterebbe nel fatto che i consumatori tenderebbero a ritirarsi all’interno della
propria nicchia di interesse con un conseguente rischio di iper-specializzazione
Per comprendere meglio questo problema abbiamo chiesto agli intervistati di
rispondere alle seguenti domande:
 Va online specificamente per cercare notizie e informazione?
 Si imbatte in notizie mentre è online a fare altro?
 Riceve notizie girate via email, alert automatici e aggiornamenti o post su
siti di social network?
L’83,1% degli italiani dichiara di andare in rete per cercare notizie e informazione
almeno alcune volte a settimana. Consistente tuttavia è anche la percentuale di
italiani (74,4%) che dichiara di imbattersi, almeno alcune volte a settimana, nelle
notizie mentre è online a fare altro. Infine il 56,1% riceve notizie girate via posta
elettronica, alert automatici e siti di social network.
La tendenza alla scoperta di informazione per serendipità è più accentuata negli
Stati Uniti dove le l’80% dichiara di imbattersi nelle notizie mentre è online a fare
altro e il 71% di andare specificamente in rete per informarsi.
Giovane età, titolo di studio e fascia di reddito elevata sono tutti fattori che
influenzano positivamente entrambe le strategie di ricerca di informazioni. Va
tuttavia notato che nella fascia 18-29 anni la percentuale di chi dichiara di
imbattersi in notizie mentre è online a fare altro sale all’83,7%.
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Parte 5: L’informazione in movimento
La categoria dei mobile news consumer rappresenta il 27,8% della popolazione
totale che ha svolto, dal proprio cellulare o dispositivo mobile, almeno un’attività
direttamente legata alla ricerca di news ed informazione. Tale percentuale equivale
al 47,5% degli utenti internet.
I mobile news consumers sono utenti “heavy” della Rete. Il 63,3% ha ricercato
informazioni on line in un dato giorno contro il 57% degli utenti della Rete
È possibile notare sin da subito che, così come descritto nel report realizzato dal
Pew, per quanto riguarda le azioni di ricerca/fruizione di news in Rete questo sub -
gruppo di consumatori risulta essere più attivo se comparato con le percentuali
relative agli internet users. Consulta abitualmente siti di social network come
MySpace e Facebook il 65,7% contro il 55,7% degli internet users. I mobile
consumers utilizzano siti professionali come LinkedIn.com al 14,6% contro il 10,9%
di coloro che usano internet per informarsi. L’uso di Twitter, infine, passa dal
22,5% per i mobile al 16,1% degli internet users.
Questo sub-gruppo, inoltre, si dichiara particolarmente attivo nella realizzazione
delle seguenti attività direttamente connesse al possesso e all’uso di cellulare,
smart phone o dispositivo mobile di ultima generazione:
- ricerca di news su eventi correnti al 51,8%
- ricevere aggiornamenti tramite sms o mail al 49,6%
- consultare informazione finanziaria al 18,2%
- sport al 28,6%
- aggiornamenti sul traffico al 37,5%
- previsioni meteo al 46,4%
- scaricare un’applicazione che permetta di ricevere news/aggiornamenti al 31.4%
A tale proposito, si può ravvisare che in almeno 2/3 di queste azioni si delinea un
rapporto di proporzionalità inversa con la variabile dell’età tale per cui nei più
giovani (18-29 anni) il tasso di soggetti “attivi in mobilità” sia mediamente tre volte
superiore rispetto al segmento anagrafico più vecchio della popolazione (over 65).
Chi sono i mobile news consumers?
Si nota, coerentemente con quanto sottolineato in precedenza, un rapporto di
proporzionalità inversa tra età ed appartenenza al sub-gruppo (di fatti, vi rientrano
il 56,7% di coloro di età compresa tra 18 e 29 anni, il 48,7% dei 30 -49enni, il
38,7% degli appartenenti al segmento anagrafico 50-64 anni ed il 36,5% degli over
65). Sono, in modo piuttosto significativo, uomini (52,7% contro il 41,5% delle
donne). Vi rientrano, inoltre, il 53,1% dei lavoratori autonomi, il 52,1% degli
studenti e il 46,4% degli impiegati provvisti di cellulare o altro dispositivo mobile.
I consumatori di news in mobilità sono voraci. Alla domanda relativa alla
frequenza di consumo/ricerca di news e informazione ha risposto “sempre o per la
maggior parte del tempo” il 51,8% dei mobile news consumers contro il 43,1%
degli utenti della rete. Ben il 71,3% dei consumatori di news da dispositivo mobile
dichiara di utilizzare, in media, da cinque a sette piattaforme informative differenti
(contro l’1,4% costituito da coloro che affermano di non utilizzare più di un mezzo
di informazione ed il 27,2% di coloro che fanno ricorso a 2-3 piattaforme).
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Tale voracità è confermata dalla percentual i di coloro che utilizzano i singoli media,
tutte più alte rispetto agli internet users fatta eccezione per la televisione
nazionale, rispetto a cui, ad ogni modo, la differenza è poco significativa. In modo
particolare, possiamo notare che il consumo di g iornali nazionali è realizzato dal
69,3% dei mobile contro il 67,2% degli internet users. I giornali locali sono, invece,
utilizzati dal 64,3% dei consumatori mobili contro il 60,6% degli internet users. I
notiziari d’informazione nazionale sono, al contrario del resto, più utilizzati dagli
utenti della rete (89,3%) che dai mobile news consumers (88,9%) anche se la
differenza è flebile. I programmi d’informazione in onda su emittenti televisive
locali sono maggiormente seguiti dai consumatori in mobilità (62,1%) piuttosto che
dagli utenti on line (59,8%). Lo stesso dicasi per il consumo d’informazione
radiofonica (68,6% contro 65,5%).
In aggiunta, i consumatori di news in mobilità sono, in linea di massima, interessati
ad un’ampia gamma di temi. Senza alcuna eccezione relativa ai dodici items attorno
a cui sono stati interrogati gli appartenenti al sub-gruppo, essi si sono dimostrati
più inclini a ricercare informazioni, news e aggiornamenti in Rete degli stessi
appartenenti alla categoria degli “internet users”.
I consumatori di news da dispositivi mobili tendono, spesso, a tradurre in utilità
pratica le informazioni di cui fruiscono. Di fatti, il 42,1% afferma di seguire le
notizie poiché la ritiene una cosa utile ai fini del proprio lavoro (contro il 40 ,7%
degli internet users e il 31,5% di tutto il campione rappresentativo). Su livelli poco
rilevanti, invece, la differenza percentuale tra mobile consumers ed internet users
per quanto riguarda le altre motivazioni legate alla ricerca/fruizione di news
(diritto/dovere, parlarne con amici/famiglia, miglioramento della propria vita).
Nei mobile consumers la percentuale di coloro che ritengono sia più facile che in
passato ottenere informazioni è all’83,6% (al 16,4%, invece, coloro che ritengono
che ciò sia diventato più difficile). Mentre nel campione complessivo coloro che
ritengono che ricercare ed ottenere notizie sia diventato più facile sono al 78%
(contro il 21,4% di quanti credono che ciò sia addirittura diventato più difficile).
D’altra parte, emerge una progressione lineare in relazione al grado d’accordo dato
all’affermazione per cui, ad oggi, vi siano notizie rilevanti volutamente omesse dai
media. In particolare, sono “molto d’accordo”: il 30,6% del campione complessivo,
il 35,3% degli internet users ed il 36,1% dei mobile news consumers. Restano,
inoltre, più alte degli internet users anche le percentuali relative all’approccio al
consumo di notizie ed informazioni. Il 45% dei mobile consumers sostiene che
l’affermazione “seguo solo notizie relative ad argomenti specifici che mi
interessano” lo descriva molto bene (contro il 41,1% degli utenti della rete). Il
27,5% degli utenti di news da cellulare si ritrova, invece, nell’affermazione “conto
sul fatto che le persone attorno a me mi dicano quando c i sono notizie o
informazioni che dovrei conoscere” (al 23,9% tra gli internet users). Quasi similare,
infine, la percentuale di accordo relativo alla propensione ad imbattersi in notizie
riguardanti argomenti e questioni su cui non ci si era concentrati molto in
precedenza (38,6% per i mobile, 38,5% tra gli utenti on line).
I mobile news consumers vanno molto spesso on line per ricercare notizie ed
informazioni, anche più spesso degli utenti di internet. Di fatti, il 58,8% ha
dichiarato di farlo praticamente ogni giorno, contro il 50,3% degli internet users.
Una volta on line, a caccia di news e informazioni, una porzione significativa di
questo sub-gruppo dichiara di preferire:
- seguire il sito/piattaforma d’informazione attraverso Facebook (40,9% contro il
32,8% degli internet users);
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- seguire il sito/piattaforma informativa attraverso Twitter (26,5% contro il 19,1%
degli utenti della rete);
- condividere con altri le notizie contenute nel sito, per mezzo di mail e/o siti di
social network come Facebook (53% dei consumatori in movimento contro il
45,1%);
- personalizzare le notizie che si ottengono dalla piattaforma (44,4% degli utenti in
possesso di cellulare contro il 36,9%).
On line, i consumatori di news da cellulare sembrano essere più attivi, partecipativi
e orientati alla condivisione se paragonati, ancora una volta, col campione degli
utenti d’internet. In modo particolare, essi inviano link ad un articolo ad amici e/o
qualcuno che conoscono (il 51,4% tra i mobile consumers vs 43,1% degli internet
users). Etichettano, taggano o categorizzano contenuti informativi ritrovati in rete
(30,4% contro il 23,4%). Commentano su un articolo o blog (36,8% vs 29,9%).
Guardano video in diretta o riguardante notizie dell’ultim’ora (70% dei consumatori
in movimento, 61% degli internet users). In fine, pubblicano link ad articoli o blogs
sui siti di social network (46,4% dei mobile consumers, 37,1% tra gli utenti on
line).
Parte 6: L’informazione personale, sociale e
partecipativa
Il rapporto degli italiani con l’informazione è, sotto diverse aspetti, in via di
cambiamento per effetto delle nuove tecnologie. Si tratta della prospettiva che
alcuni studiosi hanno definito networked publics. Mai come oggi esistono ampie
possibilità di personalizzare il proprio accesso all’informazione scegliendo e
combinando fonti e piattaforme diverse . Al tempo stesso l’esperienza dei siti di
social network e delle funzionalità di commento e condivisione rese disponibili dai
maggiori siti di informazione, rende possibile una fruizione “sociale“
dell’informazione. Gli articoli giudicati interessanti possono essere suggeriti
facilmente ai propri amici e conoscenti. Questa operazione di rilancio riguarda
indistintamente tanto i contenuti prodotti dai pari quanto quelli prodotti dai
professionisti dell’informazione (questa stessa distinzione talvolta non è semplice).
Il così detto web 2.0 ha infatti aperto alla possibilità di contribuire direttamente
attraverso le diverse forme di giornalismo dal basso. Questo capitolo esplora queste
tre direttrici di cambiamento.
Nella pagine precedenti abbiamo evidenziato quanto importante sia il fattore sociale
fra le motivazioni che spingono gli italiani e gli americani ad info rmarsi. Altri
dichiarano di fare affidamento sulle persone che li circondano per trovare notizie e
informazione.
Come cambia tutto questo in rete? Condividere è un atto centrale tanto per la posta
elettronica quanto nei siti di social network.
Il 32,5% degli italiani dichiara di aver utilizzato un sito di social network come
MySpace e Facebook. Gli account italiani su Facebook (fonte Facebook Ads) hanno
di recente raggiunto i diciotto milioni. Decisamente meno popolari i siti di social
network professionali come LinkedIn (6,3%) ed i sistemi di microblogging come
Twitter (9,4%). Gli utenti di social network in generale (professionali e non) sono il
34,6%. Si tratta di un dato interessante che testimonia la relativamente scarsa
sovrapposizione fra gli utenti di social network professionali e non. Va inoltre
notato come la percentuale degli americani che frequentano i siti di social network
non è dissimile da quella italiana a conferma del fatto che fra gli utenti internet del
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nostro Paese e quelli degli Stati Uniti prevalgano spesso le analogie rispetto alle
differenze.
Poco meno del 60% degli italiani in rete dichiara di ricevere, almeno alcune volte a
settimana, news girate via posta elettronica, alert automatici e siti di social
network. Circa il 30% riesce a leggere la maggior parte o quasi tutto il materiale
segnalato mentre il 37,6% riesce a leggere solo alcuni dei materiali ricevuti. Infine
il 24,9% dichiara di leggerne pochi/nessuno.
Il 43,1% degli italiani connessi a Internet dichiara inoltre di inviare queste
segnalazioni per posta elettronica o siti di social network. Il 91,7% di chi usa un
sito di social network è anche un online news user (contro l’87,6% degli altri utenti
Internet). Fra gli utenti di siti di social network il 32,9% (19,5% dei connessi a
Internet) dichiara di ricevere informazioni da un singolo giornalista o testata
seguita su Facebook o altri siti simili. In altre parole hanno aggiunto le pagine di
questi giornalisti o testate all’elenco degli utenti che seguono. Il 39,9% (23,6% dei
connessi a Internet) dichiara invece di ricevere notizie e informazione dai propri
pari (inclusi amici personali e famiglia).
L’indagine ha inoltre preso in considerazione Twitter, un sistema di micro -blogging
di cui spesso si parla sui media. Il 16,1% degli italiani in rete ha dichiarato di aver
utilizzato questa piattaforma. Fra chi usa Twitter il 94,7% appartiene alla categoria
degli online news user (+3% rispetto a chi usa un sito di social network).
L’importanza dell’aspetto sociale dell’in formazione emerge anche da un altro dato
del nostro studio. Il 45,1% degli italiani che usano Internet dichiara infatti di
privilegiare i siti di informazione che facilitano la condivisione sociale delle
informazioni (il classico bottoncino condividi, segnala o consiglia) via email o siti di
social network. Anche sotto questo profilo il comportamento degli utenti Internet
italiani e americani (44% degli Internet Users US) non differisce. Un terzo degli
italiani in rete dichiara inoltre di considerare rilevante nella scelta di un sito
informativo rispetto ad un altro la possibilità di seguire questo sito su Facebook. Il
19,1% ritiene invece che sia importante che la testata abbia una sua presenza su
Twitter.
Fra tutte le caratteristiche avanzate dei siti di informazione presi in considerazione
si riscontrano percentuali più alte fra i giovani adulti. In altre parole questa classe
demografica sembra richiedere più delle altre funzionalità interattive avanzate.
Table 1. Funzionalità di un sito di informazione considerate rilevanti
All online
news users 18-29
il contenuto multimediale quale servizi fotografici o video clip 54% 61%
che sia un portale o contenitore di notizie raccolte da tutto internet 53% 61%
l'opportunità di commentare gli articoli ed i collegamenti o link a
materiali correlati
53% 61%
poter condividere facilmente con gli altri le notizie contenute nel
sito, per mezzo di mail o altri siti come Facebook
45% 63%
classifiche, quiz, grafici e mappe che è possibile modificare 39% 50%
il poter personalizzare le notizie che ottiene dal sito 37% 43%
poter seguire il sito di informazione attraverso Facebook 33% 52%
poter seguire il sito di informazione attraverso Twitter 19% 28%

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In una domanda successiva abbiamo chiesto di indicare il fattore più importante che
guida la scelta del sito web di informazione. Il 18,2% degli utenti Internet ha
indicato il contenuto multimediale. Il 13,4% l’opportunità di commentare gli articoli
e presenza di link collegati. Al terzo posto, con il 6,9% delle preferenze, la
possibilità di seguire la testata giornalistica su Facebook. Anche questo dato sembra
confermare l’importanza della dimensione sociale dell’informazione.
Personalizzazione. Come notato in precedenza il 41,1% degli italiani dichiara che
la frase “Seguo solo notizie relative ad argomenti specifici che mi interessano” li
descrive molto bene. Le possibilità offerte dall’informazione in rete si presterebbero
bene per venire in contro a questa esigenza. L’esigenza di personalizzazione appare
meno marcata in Italia rispetto agli Stati Unti dove questa la percentuale di chi
dichiara di seguire solo notizie relative ad argomenti di specifico interesse è del
67%.
Il 34% degli utenti internet italiani dichiara di personalizzare la propria pagina
Internet iniziale per includere le sue fonti informative e temi preferiti. L’esigenza di
avere una pagina inziale personalizzata sembra andare di pari passo con la voracità
informativa. Questa funzionalità è infatti utilizzata dal 36,2% di chi usa da 5 a 7
mezzi di comunicazione e dal 41,2% degli heavy news consumer (quelli che si
interessano ad numero compreso fra i 6 e i 12 argomenti online testati).
Un’altra strategia di personalizzazione passa dalla possib ilità di abbonarsi a certi
contenuti e ricevere degli alert quando qualcosa di interessante avviene sul tema
prescelto. Ricevono almeno alcune volte a settimana informazione attraverso questo
canale il 56,1% degli italiani in rete.
Una ulteriore strategia di personalizzazione passa dai materiali interattivi. Il 38,5%
degli italiani in rete ritiene la presenza di classifiche, quiz, grafici e mappe
personalizzabili un ingrediente rilevante in un sito web di informazione.
Produzione di news, commenti e condivisione. Oltre la metà degli internet
users italiani (65,5%) dichiara di aver contribuito attivamente alla creazione,
commento o diffusione di informazione. Questa categoria è costruita selezionando
tutti gli intervistati che hanno dichiarato di aver svolto almeno una delle seguenti
attività:
 Il 29,9%% degli italiani online dichiara di aver commentato un articolo o
un blog letto in rete
 Il 21,7% ha postato link ad un articolo o blog su un sito di social network
 Il 23,4% ha taggato o categorizzato contenuti on line
 Il 18,3% contribuito con propri articoli, pezzi di opinione, foto o video ad
un sito informativo online
 Il 4,6% ha usato Twitter per postare o re-twittare un link ad un articolo o
post di un blog
Questi dati meritano una ulteriore riflessione specie se paragonati alla realtà
fotografata dallo studio americano. Negli Stati Uniti questa categoria, costruita con
identico criterio, rappresenta il 37% degli utenti Internet. In particolare le
percentuali di chi ha taggato e categorizzato contenuti (11% degli online users US)
e quella di chi ha contribuito con propri articoli, pezzi di opinione, foto o video
(9%) sono sensibilmente inferiori rispetto al dato fatto registrare in Italia.
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Parte di queste differenze potrebbero tuttavia essere imputate all’utilizzo del
termine “informazione” ed “articolo” che nella nostra lingua non identificano in
modo specifico e univoco i contenuti di tipo giornalistico e le news.
Metodologia
I risultati di questo report sono basati su dati derivanti da interviste telefoniche
condotte per l’Università di Urbino Carlo Bo da Demetra fra il 10/12/2010 e il
21/12/2010 su 1009 italiani adulti di età superiore a 18 anni. Per i risultati basati
sul campione si può dire con un livello di confidenza del 95% che il margine di
errore attribuibile al campionamento o ad altri effetti casuali è più o meno 3,09%.
In un momento successivo (dal 27/01/2011 al 5/02/2011) è stato inoltre realizzato
un sondaggio di approfondimento sull’informazione via telefono cellulare che ha
coinvolto un gruppo di riferimento empirico costituito da 206 italiani adulti di età
superiore a 18 anni in possesso di telefono cellulare.
L’indagine iniziale è stata condotta attraverso telefonia tradizionale (N=1009) ed è
pensata per essere rappresentativa di tutta la popolazione adulta italiana con età
superiore a 18 anni e in possesso di telefonia fissa.
Il campionamento è proporzionale alla popolazione residente, al genere e all’età. Il
metodo di ricerca impiegato è noto come Computer Assisted Telephone Interviewing
(CATI).
La qualità del processo di rilevazione è garantita da:
• utilizzo esclusivo degli intervistatori nelle ricerche statistiche (no numeri verdi o
teleselling)
• percentuale di laureati di almeno il 20%
• formazione intervistatore adeguata alla complessità del questionario e col
supporto di videoproiettore ed altri materiali
• procedure standardizzate di intervista come definito da Standardized Survey
Interviewing di Flower Mangione
• procedure standardizzate di supervisione con software di iterazione con
l'intervistatore per garantire una adeguata qualità del dato .
Di seguito il dettaglio delle chiamate effettuate.
E6 Non reperibile | 969 | 11.92%

NE3 Quota raggiunta | 65 | 0.81%

E1 Occupato | 6 | 0.08%

E2 Libero | 78 | 0.97%

NE1 RispondeFax | 85 | 1.05%

E3 Segreteria | 2 | 0.03%

NE2 Inesistente | 658 | 8.09%

E4 Rifiuta | 4202 | 51.67%

NE4 NonQuota | 1004 | 12.35%

I Risponde | 1009 | 12.41%

E5 Appuntamento | 50 | 0.62%

Totale | 8128 | 100%
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Il tasso di risposta, conforme al Response Rate 2 come definito da AAPOR –
American Association for Public Opinion Research, è pari a 15.97 = I /(I + E1 + E2
+ E3 + E4 + E5 + E6).
Il sondaggio di approfondimento ha invece impiegato una metodologia sperimentale
basata sulla generazione di numeri casuali di telefonia mobile (N=206).
Le interviste su telefonia fissa e quelle su te lefonia cellulare presentano delle
differenze importanti che possono influenzare i dati.
La telefonia fissa rappresenta una utility della casa utilizzata non solo dalle persone
che ci abitano ma anche da persone che sono in quel momento presenti come
badanti, domestiche o persone non residenti.
Il cellulare è un apparato di comunicazione che accompagna l'utilizzatore. In questo
modo teoricamente l'unità statistica è sempre reperibile a differenza della telefonia
fissa su abitazione che vede differenti probabilità di risposta a seconda di età,
genere e principalmente condizione lavorativa correlata alla presenza nella
abitazione.
Le indagini su cellulare, infine, permettono di intervistare individui che non sono in
possesso di telefonia fissa.


















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