Abstract
Giacché «ogni storia è storia del presente», anche quella della rappresentazione e del disegno si ridefinisce nel passaggio epocale dalla "visione naturale" alla "visione artificiale". L'evoluzione tecnologica e scientifica sta comportando l'avvento di un'estetica artificiale [Manovich, Arielli 2022] che pervade ogni medium delle immagini offrendosi problematicamente come possibilità d'integrazione ed estensione artificiale delle capacità umane. Ciò rimette in questione concetti tradizionali dell'estetica e della disciplina scientifica del disegno: autorialità, autenticità, auraticità, adeguatezza referenziale, forma, formatività, intelligibilità, visibilità. In questo contributo si sostiene che il complesso di queste questioni emerge nella storia della nozione di "pattern" nel campo dell'immagine scientifica e si verifica nell'uso odierno delle tecniche di pattern recognition e pattern generation, inquadrandole nei termini della tecno-estetica di Gilbert Simondon. Si portano alcuni esempi a partire dal singolare uso del disegno nelle prime elaborazioni delle neuroscienze nel campo della morfologia del sistema nervoso. Si conclude l'argomentazione con alcuni controesempi relativi alla generazione artificiale di opere d'arte. Parole chiaveStoria della rappresentazione, teoria del disegno, pattern, estetica artificiale, deep learning
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Fabrizio Gay. (2022). Il fulmine e la “reazione nera”: disegno naturale e artificiale dei pattern tra Golgi e Simondon. In DIALOGHI / DIALOGUES • visioni e visualità / visions and visuality. FrancoAngeli srl. https://doi.org/10.3280/oa-832-c100
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